lunedì, 23 aprile 2007

Oggi ho indagato sui dati pubblicati dal Sole di sabato nell'intervista al dir marketing Mediaset. Come immaginavo si tratta di dati "esasperati". Il 17,7% di Canale 5 è infatti ottenuto non con la visione dalla piattaforma satellitare a pagamento, ovvero da chi vede la tv attraverso il decoder satellitare o Sky, ma dal consumo degli abbonati Sky; ed è la somma della visione di tutte le piattaforme: Sky, digitale terrestre e tv analogica.

Chiarezza sulle metodiche di costruzione ed elabrazione dei dati a parte, questi dimostrano che senza Sky e TDT l'audience di Canale 5 sarebbe più alta, e che è proprio l'ammiraglia Mediaset a perdere più delle altre reti per via dell'offerta a pagamento.

Ad maiora

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sabato, 21 aprile 2007
Sono interessanti e migliori del previsto i congressi per il Partito democratico. Mi sembra abbia volato più alto quello della Margherita, seconda parte del discorso della Finocchiaro, a parte.
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sabato, 21 aprile 2007

Due o tre rigori negati al cagliari contro il Milan e un goal valido annullato al genoa contro la Juve.

Il Calcio non delude mai... potere e dietrologi

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sabato, 21 aprile 2007

Sul Sole di ieri ho scritto della necessità di un Auditel multipiattaforma, ovvero dell'utilità di misurare i consumi di televisione di ciascuna piattaforma partendo dalla piattaforma stessa. Iniziando da quella satellitare, che ha già un cospicuo numero di abbonati, poco meno di quattro milioni  di famiglie pari a circa dodici milioni di persone. Intendo affermare la possibilità di misurare i consumi televisivi di chi guarda la tv attraverso il decoder satellitare. Oggi quello satellitare, domani il decoder della TDT domani, e poi quello Fastweb e/o Alice, e poi il cellulare, se mai ne varrà la pena.

Il Sole di oggi pubblica un articolo con i dati sul consumo di televisione degli abbonati Sky. Non si chiarisce, né lo chiarisce l'intervistato, Marco Paolini - Mediaset- se si tratta dei consumi televisivi degli abbonati Sky in qualsiasi modo effettuati, quindi anche attraverso la tv analogica, o se si tratti del consumo degli abbonati Sky effettuati attravero il decoder, quindi in digitale. Non sono la stessa cosa. Il decoder, per esempio, è quasi sempre su un solo televisore di casa.

Per chiarire il mio pensiero a scanso di equivoci: Auditel dovrebbe fornire di dati del consumo di tutti i canali seguiti attraverso i decoder. Oggi i dati delle reti visibili anche in analogico vengono afferiti alla rete analogica e non sono scorporati per pittaforma. Dovrebbero esserlo. Non quindi cosa guarda l'abbonato Sky, ma cosa guardano gli abbonati Sky e i loro ospiti attraverso il decoder Sky.

Per dati di consumo intendo tutti i dati, audience, share, contatti, permanenza, penetrazione, minuti visti, profili e via piacendo.

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sabato, 21 aprile 2007

L'errore era facilmente evitabile, bastava studiare i trascorsi dei conduttori, ma almeno Rai Uni è riuscita a riconoscere l'errore ed ha cancellato Colpo di genio.

Oggi il Corriere della sera scrive che Banfi perde "di un soffio" la sfida con la serata finale del Grande fratello. Non è vero, Un medico in famiglia 5 vince "di un soffio" contro la serata finale di Grande fratello 7. Quate belle novità propone la tivvù. 

La settima edizione del Grande fratello è stata la meno vista di tutte le edizioni. Il Grande fratello va in onda dal settembre dell'anno 2000, e, dati i risultati, ci si immagina che questa del 2007 sia stata l'ultima edizione. Edizione che ha sempre perso tutte le prime serate, tranne una, ha un ascolto medio inferiore ai 5,5 milioni, una quota d'ascolto bassa che sale soltanto quando il programma viene diluito in oltre 200 minuti. Come accaduto per la serata finale, che chiude dopo 220 minuti con un bel 31,1% di share, ma con poca gente alla visione.

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mercoledì, 18 aprile 2007

E' orrenda la scelta predisposta da Rai Uno per la prima serata del mercoledì.

Il pubblico correttamente punsice l'obbrobrio con una quota del 14,9% per "Colpo di genio". Vi risparimio i calembour, certo che altri vi si eserciteranno con divertimento.

Io e la mamma con Amanda e Stefania Sandrelli va bene, 5,3 milioni per una quota del 22%. Bene relativamente alla pessima stagione di Canale 5.

Bene Ballarò su Rai Tre, secondo in classifica, con il 15,7% che batte anche la disperante scelta dell'ammiraglia.

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mercoledì, 18 aprile 2007

Oggi su Europa è uscito questo mio intervento, con inizio in prima. Titolo "La Gasparri e la decenza"

Il grande tranello

di Francesco Siliato

I ricavi di Telecom Italia sono dieci volte superiori a quelli di Mediaset, eppure già quando si operò la privatizzazione di Telecom nel 1997 e soprattutto in seguito, nel 1999 e nel 2001, il Gruppo Fininvest ha seriamente preso in considerazione l’ipotesi di entrare nella cabina di comando di Telecom Italia. Ma decise che il gioco non valeva ancora la pena di essere giocato; le televisioni generaliste non vivevano l’attuale crisi di ascolti e di raccolta pubblicitaria,  e le compagnie telefoniche non erano, al di là della parole, in grado di predisporre nei fatti una concreta convergenza tra cavo telefonico e distribuzione di offerta televisiva. Nel maggio del 1999 Mediaset non si sente rassicurata dall’acquisizione di Telecom da parte di Olivetti, soprattutto per la decisione dei controllori di Telecom di creare una rete televisiva che potesse sul serio far concorrenza alle tre reti generaliste Mediaset. I nomi di Luciano Pellicioli, di altri manager e di conduttori televisivi di primo piano allarmano Mediaset. Nel 2001 la legge sul sistema radiotelevisivo approntata dal Governo Berlusconi inserisce delle clausole di salvaguardia sulla possibile espansione di operatori di Tlc nel mercato televisivo. Sono le norme che oggi impediscono al gruppo Fininvest di acquisire il controllo di Telecom Italia. Ma si sa le società possono essere controllate con quote anche di minoranza se le competenze e la forza, politica ed economica, della minoranza è tale da renderla dominante. Così fu ad esempio per la primimissima Telepiù. L’ingresso del Gruppo Fininvest in Telecom Italia aprirebbe una ulteriore declinazione del già vasto panorama di attributi del conflitto d’interesse. Un soggetto politico, leader del partito di maggioranza relativa in un Paese a regime parlamentare democratico che già detiene, unico al mondo, oltre il 60% del mercato pubblicitario televisivo, andrebbe a controllare un’impresa che controlla più del 60% del mercato telefonico. Susciterebbe qualcosa di più che imbarazzo, non solo in qualsiasi Autorità antitrust che fosse rispettabile, ma anche nei Governi degli altri Paesi. Il Gruppo Fininvest è già stato bloccato più volte, l’ultima in Germania, nei suoi tentativi di acquisizione di reti o gruppi televisivi all’estero, perché in quei Paesi non si ritenne opportuno affidare un comparto destinato alla ricerca del consenso, oltre che del profitto, com’è quello dell’informazione e dell’intrattenimento, ad un soggetto che fosse non solo straniero, ma soprattutto un soggetto politico e non solo industriale. L’acquisizione di una qualsiasi quota di controllo di fatto da parte del Gruppo Fininvest su Telecom, implicherebbe automaticamente l’impossibilità per l’azienda telefonica italiana di espandersi all’estero. Esattamente il contrario di quanto sia invece oggi opportuno e finanche necessario. Il conflitto di Governo verrebbe quasi a cadere, si potrebbe mai competere politicamente con qualcuno che controlla contemporaneamente la telefonia, le televisioni nazionali e una coalizione politica di centro-destra? Non è difficile immaginare cosa sarebbe accaduto se lo scandalo delle intercettazioni telefoniche fosse venuto alla luce in un’epoca in cui il Presidente del Consiglio fosse anche controllore di Telecom, delle reti Rai e delle reti Mediaset. Dal punto di vista dei contenuti poi, la combine di controllo tra telecomunicazioni e televisione significherebbe trasportare nel futuro l’attuale monopolio privato, che proseguirebbe anche sulla televisione a banda larga, l’Iptv, occupando tutti gli spazi disponibili e costringerebbe le altre aziende, telefoniche, televisive e gli internet provider, a vivere nel nostro Paese una esistenza precaria e senza sviluppi possibili. La multimedialità avrebbe un solo canale, moltiplicato in mille identici anfratti spettacolari.

 

 

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sabato, 14 aprile 2007
Il tono e l'asprezza del dibattito sulle audience dei canali satellitari sale. La concessionaria di pubblicità Cairo ha progettato una apposita brochure.
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sabato, 14 aprile 2007

Ieri mattina un uomo lavorava alla centralina telefonica sotto casa. Vedi foto.

 

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sabato, 14 aprile 2007

Da tempo il dir.gen. della Fondazione Bordoni sapeva che non sarebbe stato riconfermato. Non v'era motivo alcuno, è stato anche Capo di Gabinetto del Ministro Landolfi, nel suo passato e nel sua agire da dir.gen. che ne mostrasse una neutralità almeno tecnica, se non politica.
Il Ministro Gentilon non ha neppure utilizzato poteri da spoli system, ha aspettato che il CdA terminasse il suo mandato naturale per nominare i cinque membri di sua spettanza, gli altri spettano agli operatori soci della Bordoni, e sono la maggioranza. La FUB infatti è privata.
Bene, l'attuale dir.gen chiede adesso una liquidazione pazzesca, 900mila euro.
Cos'é la cultura di "muoia Sansone con tutti i Filiestei?", il perseguimento dell'interesse nazionale, del bene della ricerca, dello sviluppo della Tv digitale, del broadband, della separazione delle reti, a far solo immaginare di poter chiedere questa cifra? Fatto è che il dir.gen. ha un contratto da direttore generale a tempo indeterminato. Ci penseranno gli avvocati del lavoro.

Ne ho parlato a telefono con il ministero e un altro consigliere.

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