sabato, 06 dicembre 2008

Sarò lombrosiano, ma avete visto la faccia del presidente dell'Europa dei diritti? L'ho visto su Canale 5 pochi istanti fa, ore 10:50 circa.
E al di là di Lombroso, come si porge, come si veste, i modi?
Speriamo di sbagliarci.

ad maiora

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categoria:sociologia, televisione, comunicazione
giovedì, 04 dicembre 2008

Europa di oggi pubblica un mio editoriale di analisi della situazione sull'Iva di Sky.
Adesso la campagna di comunicazione del centro destra cerca di far credere che quella del centro sinistra sia una battaglia in difesa di Sky, e quindi di Murdoch, e quindi di uno straniero, e quindi di un capitalista ricchissimo, e quindi di uno Squalo tanto quanto il nostro Presdiente del Consiglio. E' una lettura fuorviante e assurda, ma così semplicistica che probabilmente sarà quella che passerà sui media appecoronati al centro destra, tipo Corriere della sera (ha ragione l'on. Casini Pierferdinando, quanta Ingratitudine!).

Su Europa scrivo che quando il Governo Dini portò l'Iva al 10%, l'imposta era al 4 per cento (per favorire la Telepiù di Berlusconi). Portarla al 10% fu un aumento non una diminuzione. Perché i giornali italiani hanno scritto e scrivono che l'Iva fu abbassata al 10% nel 1995? Bestialità pura? Verrano puniti per asineria ed io premiato per merito ? Spero di sì, mi auguro che il Governo e i direttori dei giornali riconoscano il mio merito e mi promuovano.
Ci credete?

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categoria:sociologia, televisione, comunicazione, televisione digitale
lunedì, 10 novembre 2008

A me sta simpatico Mourino. Giustifico il suo comportamento con i giornalisti. E' come fosse portato a sottolineare l'inadeguatezza di alcuni di loro nel porre domande.
Ha il coraggio di andarsene quando la questione postagli, da Variale per esempio, gli risuona scadente. La trovo da una parte una forma di rispetto verso i giornalisti seri, in grado di porre domande adeguate e dall'altra un invito agli altri ad essere più seri, a pensare quali siano le questioni importanti da porre.

Un po' il contrario di quanto adotta la Ministra Gelmini MariaStella, che ha chiesto, ed ottenuto, che la Confindustria espellesse i giornalisti dalla sala del Convegno dove lei avrebbe detto cose. Mancando già dentro di sé della forza della ragione, la Ministra Gelmini MariaStella preferisce far sparire i giornalisti dalla sua vita piuttosto che uscire lei dalla vita dei giornalisti.

Certo esiste il rischio di fuggire via alle domande basate su serie critiche e non a quelle idiote, ma in questo caso occorre affidarsi alla capacità dei pubblici di distinguere le une dalle altre. Nel Calcio è semplice, il discredito di cui godono presso gli sportivi i giornalisti calcistici è enorme (a proposito ho notato il ritorno a Quelli che il Calcio di un giornalista espulso un paio di stagioni fa per pubblicità occulta) e non credo esista chi tifi per Variale; in politica è più difficile esercitare la critica verso il proprio rappresentante di partito, a menocché non sia di sinistra naturalmente (vedi post precedente, Scalfari etc.)

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categoria:sociologia, televisione, filosofia dei media
martedì, 04 novembre 2008
Guardando Le ali della sfinge, il film tv in onda ieri del Commissario Montalbano, ho avuto l'illuminazione. Ho capito uno dei segreti della regia e dei miei piaceri alla visione. Certo i luoghi sono scelti con cura e attenzione, inquadrati bene, la luce della Sicilia vien esaltata nel suo splendore materiale, ma c'è dell'altro, il segreto, il plus definitivo consiste nell'eliminazione dei siciliani e delle siciliane. A parte le persone che hanno direttamente a che fare con Montalbano le scene sono deserti d'umanità. Quando va via in auto la piazza e le strade sono deserte, quando cammina non ci sono altri se non eventualmente chi parla o deve parlare con lui.
Nel film tv di ieri sono state inquadrate persone che non avevano a che fare con la storia soltanto nelle scene girate a Marzamemi, quando viene ritrovata l'auto di Lapis già contenente cadavere, ormai assente.
Fantastico far sparire siciliani e siciliane dalla Sicilia lo ritengo un colpo di genio. Si tratta di un fatto estetico, non politico non legato alla sguaiataggine intellettuale degli amanti della Lega Nord & Sud.
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categoria:sociologia, televisione, audience
venerdì, 10 ottobre 2008

Mentre inorridivo per la presenza e le parole del commentatore di regime nella Rassegna stampa di Radio Parlamento ecco che una delle lettrici/giornaliste cita un articolo con intervento del sociologo Bauman che sostiene che aveva ragione  Rosa Luxemburg. Bene, ma chi legge l'articolo dice: Rosa Laxemburg, la pronuncia come fosse inglese o americana trasformando la "u" in una "a". Immagino le sia venutoi automatico, che e' ancora peggio; un segno di come non venga neppure preso in considerazione o immaginato che esistano importanti persone straniere che non siano made in Usa. Mi è capitato troppo spesso, ad esempio, sentire pronunciare Walter Benjamin  "Uolter Bengiamin" anche lui trascinato nel made in Usa.

Ad maiora

Ecco un brano dell'intervento di Bauman su La Repubblica:

L´odierna stretta creditizia non è risultato del fallimento delle banche. Al contrario, è il frutto del tutto prevedibile, anche se nel complesso inatteso, del loro straordinario successo: successo nel trasformare una enorme maggioranza di uomini e donne, vecchi e giovani, in una genìa di debitori. Perenni debitori, perché si è fatto sì che lo status di debitore si auto-perpetui e si continuino a offrire nuovi debiti come unico modo realistico per salvarsi da quelli già contratti. Entrare in questa condizione, ultimamente, è diventato facile quanto mai prima nella storia dell´uomo: uscirne non è mai stato così difficile. Tutti coloro che erano nelle condizioni di ricevere un prestito, e milioni di altri che non potevano e non dovevano essere allettati a chiederlo, sono già stati ammaliati e sedotti a indebitarsi. E proprio come la scomparsa di chi va a piedi nudi è un guaio per l´industria calzaturiera, così la scomparsa delle persone senza debiti è un disastro per l´industria dei prestiti. Quanto predetto da Rosa Luxemburg si è nuovamente avverato: comportandosi come un serpente che si mangia la coda il capitalismo è nuovamente arrivato pericolosamente vicino al suicidio involontario, riuscendo ad esaurire la scorta di nuove terre vergini da sfruttare

postato da: fsiliato alle ore 11:29 | Permalink | commenti
categoria:sociologia, comunicazione, rai , filosofia politica